mercoledì 14 settembre 2011

PMI, L’EXPORT TRAINA LA CRESCITA

Esportazioni in aumento nel primo semestre del 2011. Nord-Ovst in evidenza.
Bene il settore dei servizi. Sale il numero delle Pmi che investono

Una rondine non fa primavera, ma i segnali sulla ripresa delle Piccole e medie imprese sono incoraggianti. Almeno quelli che riguardano il primo semestre del 2011. Le turbolenze estive dei mercati internazionali e quelle politico-economiche nazionali, con la manovra bis di agosto, rendono quanto mai difficile la crescita delle Pmi, ossatura del Pil nazionale. Ma secondo uno studio di Fondazione Imprese sulle realtà che impiegano fino a 20 dipendenti, fatturato ed esportazioni delle Pmi sono in leggera crescita. Anche se con molte sfumature: geografiche, con il Nord, e soprattutto il Nord-Ovest, a fare la parte del leone, specie nel campo dell’occupazione (+0,6% rispetto a dicembre). E di settore, con quello dei servizi a tenere la media nazionale occupazionale in territorio positivo.

L’export fa faville: +2,1% rispetto al semestre precedente e + 4% su base annua. Fatica invece la produzione, salita dello 0,4% rispetto ai sei mesi prima e dello 0,9% in dodici mesi, mentre il fatturato avanza dello 0,2% e dello 0,5%. Se il settore servizi regge, ad avere qualche problema in più, soprattutto sul fronte occupazione, sono manifattura, artigianato e commercio. Secondo gli analisti, la crisi degli ultimi anni ha infatti portato molte persone a ricollocarsi nel terziario, come liberi professionisti o come micro-imprese di una o due persone. Sul commercio, invece, pesa la contrazione dei consumi delle famiglie. Ma alcune note positive si hanno anche sul fronte investimenti: rispetto agli studi precedenti, hanno superato quota 10% le Pmi che hanno deciso di investire. E dovrebbero raggiungere quota 15% entro fine anno.

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