Secondo uno studio, il 76% ha chiuso i risultati netti d'esercizio con utili più o meno significativi. Non mancano però le difficoltà: 4 Pmi su 10 hanno più debiti che capitale sociale.
Performance positive e dati negativi. L'incertezza che caratterizza la realtà economica e produttiva di oggi si riflette nei risultati produttivi e finanziari ottenuti dalle Pmi italiane.
La nota incoraggiante arriva dall'andamento del risultato netto di esercizio: più di tre quarti delle Piccole e medie imprese italiane (il 76%) lo ha chiuso con un utile più o meno importante, simbolo di un buono stato di salute dell'azienda.
I dati arrivano da una recente ricerca (di Eidos Parnter), che ha studiato i dati di bilancio di circa 7.200 aziende in tutta Italia.
Ma se molte Pmi cercano di resistere, e ci riescono, agli ostacoli di questo periodo economico, più di qualcuna si trova in difficoltà: secondo la stessa ricerca, quasi quattro Piccole e medie imprese su dieci (più del 38%) hanno chiuso l'ultimo bilancio con un indebitamento più grande del proprio patrimonio netto. In altre parole, tutto il capitale sociale e le riserve attribuite a vario titolo al patrimonio aziendale non bastano a compensare le esposizioni passive.
Consapevole di quanto sia importante, per tutto il tessuto economico locale e nazionale, la salute di ogni singola azienda, FIM Credit, società leader nella consulenza e nella mediazione creditizia, è pronta a sostenerle con strumenti volti alla riorganizzazione interna, come la costruzione di una corretta pianificazione finanziaria e l'assistenza nei principali processi decisionali.
I buoni rapporti maturati da FIM Credit con gli istituti creditizi del territorio consentono poi ai nostri esperti di consigliare alle imprese le migliori strategie per la richiesta di finanziamenti, ma anche di affiancarle, se lo desiderano, nello sfruttare i vantaggi offerti dalla nuova moratoria nazionale sui debiti.
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